La piena del Po ha superato gli argini e invaso la campagna. Mentre l’acqua sale, alcuni capi di bestiame impauriti si disperdono nei campi durante l’evacuazione di una stalla. E in questa fase, così delicata, una mucca incapace di muoversi non può essere messo al sicuro lontana dall’allevamento: serve, dunque, l’intervento tempestivo dei Vigili del fuoco per recuperare gli animali fuggiti e azionare l’alzabestiame con cui mettere in salvo la mucca ferita. Nel frattempo, sono già state allestite speciali strutture logistiche di emergenza per dare alloggio temporaneo agli animali.
È lo scenario messo in campo oggi a Roccabianca, in provincia di Parma, nell’ambito dell’esercitazione nazionale di Protezione civile ‘EXE PO 2026’, iniziata ieri e in corso fino a domani, che simula una piena straordinaria del fiume Po, simile alla storica alluvione che, nell’ottobre del 2000, colpì il Nord-Ovest del Paese. Sempre a Roccabianca, si svolgono in contemporanea davanti al Coc (Centro operativo comunale) le operazioni di assistenza alla popolazione e tutela degli animali d’affezione grazie al nucleo specializzato Nisap (Nucleo integrato supporto assistenza popolazione) e ak Dipartimento di Sanità pubblica con i servizi veterinari della Regione, mentre il massiccio dispiegamento delle colonne mobili di tre Regioni per testare i nuovi moduli ad alta capacità di pompaggio ha come teatro Isola Giarola nel comune di Villanova D’Arda, nel Piacentino.
Coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile, in collaborazione con AIPo (Agenzia Interregionale per il fiume Po) e le Regioni Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia e Veneto, la mega esercitazione per il rischio alluvionale movimenta le colonne mobili delle quattro Regioni: particolarmente rilevante è il contributo del volontariato dell’Emilia-Romagna, che partecipa con circa 470 persone.
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