18 Marzo 2026

FER al Forum di Legambiente

Sicurezza, sostenibilità ma anche interoperabilità con la rete nazionale e affidabilità del servizio tra le parole-chiave del prossimo futuro

Con i suoi 364 km di infrastruttura, Ferrovie dell’Emilia-Romagna (società in house della Regione Emilia-Romagna) è il secondo operatore ferroviario in Italia per estensione della sua rete. Un patrimonio consistente, fatto di linee ma anche di stazioni e fermate oltre che di persone, a formare un ecosistema ferroviario complesso in cui gli utenti, le istituzioni locali, le imprese ferroviarie e gli enti regolatori rappresentano i principali stakeholder.

Qualsiasi strategia intervento fa dunque i conti con un certo grado di complessità; e con la valutazione dell’interdipendenza tra i diversi attori in gioco.

Se n’è parlato venerdì scorso a Reggio Emilia al Forum per la Mobilità Sostenibile organizzato da Legambiente, durante il quale il direttore generale di FER, Fabrizio Maccari, ha illustrato gli investimenti dell’azienda nel prossimo futuro.

L’ orizzonte è tracciato dai quattro concetti – mentre cinque sono le province attraversate dalla sua rete – che costituiscono una sorta di “DNA operativo” di FER: Sicurezza, Sostenibilità, Tecnologia e Accessibilità, in cui il primo rappresenta anche la principale ragion d’essere.

Come servizio pubblico la sicurezza per gli utenti è infatti il pilastro che sostiene tutte le scelte operative, siano esse di manutenzione o investimenti. E a questo proposito viene facile passare al terzo termine citato - la tecnologia - che innervata nel Sistema di Controllo Marcia Treno (SCMT) garantisce ora su tutta la rete uno standard di piena sicurezza imposto dalla normativa europea. Restano punti aperti la sostenibilità ambientale - a cui tendono l’elettrificazione dell’intera rete regionale, che a breve si completerà, e l’installazione di pannelli fotovoltaici su pensiline e aree dismesse; e l’accessibilità per le persone con mobilità ridotta, su cui – pur a fronte delle importanti migliorie apportate - c’è ancora molto da fare.

Sul lato economico, gli investimenti di FER – nel doppio ruolo di stazione appaltante in grandi opere pubbliche e di gestore infrastruttura – ammontano negli ultimi anni a 350 milioni di euro: fanno parte della lista i due importanti interramenti ferroviari di Bologna e Ferrara, che riqualificano interi quartieri prima smembrati dalla ferrovia; e l’elettrificazione di Parma-Suzzara e Ferrara-Codigoro. Opere fondamentali non solo in termini di mobilità ma anche di interoperabilità con la rete nazionale, termine tecnico che si traduce in maggiore efficienza e nuove opportunità per il trasporto delle merci e dei viaggiatori.

Da citare infine il ruolo di “garante del trasporto passeggeri” che FER assume come responsabile del contratto di servizio con Trenitalia Tper relativamente a tre ambiti: il monitoraggio della puntualità dei treni e del livello di servizio; il decoro delle stazioni e delle fermate; e il rapporto con gli utenti, nella raccolta e analisi delle loro segnalazioni.

GZ

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