Claudio Geiringer era appena sceso dal treno, alla stazione di Vignola. Proveniva da Trieste, dove viveva con la famiglia, poi deportata nel campo di prigionia di Fossoli. Fu notato da un carabiniere fuori servizio, che lo considerò “dall’apparenza sospetta”: dopo l'arresto fu inviato ad Auschwitz: lì mori assassinato nel 1945, nei momenti convulsi dell’evacuazione del lager.
Da oggi 27 gennaio 2026 la memoria della tragica vicenda di Claudio Geiringer - analoga a quella dei molti ebrei italiani detenuti nei campi nazisti - sarà tenuta viva da una pietra. Non una qualunque ma una "pietra di inciampo", dal titolo della serie ideata dall'artista tedesco Gunter Demnig: oltre 150 mila formelle dorate, incorporate nel tessuto delle città europee, dal 1992 ricordano le vittime dello sterminio nazista.
Per il Giorno della Memoria si è svolta a Vignola, alla presenza delle istituzioni e del nipote della vittima, la cerimonia di svelamento della pietra dedicata a Claudio Geiringer.
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